27 aprile 2009

Etiopia

"Faccetta nera, bella abbissina,
aspetta e spera che Dekaro si avvicina..."

Peppe


Ciao a tutti! Dai commenti mi accorgo che gli ultimi 2 interventi sono stati un po' troppo incazzati e anche se a voi e' piaciuto di piu' d'ora in poi restero' sempre fedele alla mia vera indole che e' quella di un uomo calmo e pacifico. Quindi questa volta vi racconto tutto pacatamente, tantopiu' che non e' successo un granche' nel frattempo.
Sono rimasto qualche giorno ad Addis Abeba e non sapevo cosa fare di preciso perche' puntavo molto sull'arrivo del mio amico riguardo all'itinerario da seguire qui in Etiopia. Sapevo solo che il posto piu' interessante era Lalibela, a nord, dove si trovano 11 chiese che hanno una strana caratteristica: invece di ergersi maestosamente verso l'alto, sono letteralmente scavate verso il basso all'interno della roccia e quindi il loro tetto e' a livello terra. Quasi certamente e' stato fatto affinche' i musulmani non le vedessero da lontano, e in effetti non si scorgono finche' non ci si arriva vicinissimi. Sono delle costruzioni davvero straordinarie, edificate dall'alto verso il basso e alcune chiese sono composte di un unico blocco di pietra, senza l'aggiunta di nessun altro materiale! Una cosa unica al mondo. Lalibela era appunto il re che le costrui' intorno al 1100.
Da Lalibela la cosa piu' sensata sarebbe stata quella di fare un giro largo arrivando fino ad Axum, ancora piu' a nord, e poi ritornare ad Addis Abeba per un'altra via ad ovest ma purtroppo non avevo abbastanza soldi con me per farlo e non c'erano posti oltre ad Addis Abeba dove poterli prendere. Fino ad Axum ce la facevo ad arrivare ma quelli che ci sono stati hanno detto che non c'e' un granche' da vedere, ci sono solo un paio di grossi obelischi uno dei quali fra l'altro stava a Roma fino a qualche anno fa e solo l'anno scorso e' stato rimesso al suo posto originale. Da Lalibela ci mettevo almeno 2 giorni per arrivarci, poi altri due giorni per tornare, cosi' ho rinunciato e sono tornato qui ad Addis Abeba. Ah, per gli appassionati di Indiana Jones (non dico per gli appassionati di archeologia perche' non credo ce ne sono fra quelli che seguono questo blog, senza offesa ovviamente) pare che l'arca perduta si trovi li'! Si'. La leggenda vuole che la regina di Saba ando' in Israele a far visita al re Salomone, si innammorarono ed ebbero un figlio, Menelik, ed in seguito l'arca fu regalata a questo figlio che la porto' ad Axum. A parte i piu' alti sacerdoti cristiani ortodossi nessuno puo' pero' vederla (mmm... ma guarda un po'!) e tutti i fedeli sono davvero convinti che l'arca si trovi li'. Il resto del mondo e' molto scettico. E fra l'altro non puo' essere perche' nel film si vede chiaramente che alla fine l'arca finisce nelle mani degli americani!
Da Addis Abeba a Lalibela la strada e' in costruzione e a parte qualche tratto gia' asfaltato il grosso e' un continuo attraversare cantieri. I tecnici e gli ingegneri sono cinesi. Inoltre e' quasi sempre un arrampicarsi o scendere per montagne, affianco a paurosi dirupi e si procede lentamente, quindi anche per coprire brevi distanze ci si mette parecchie ore. Infine per qualche motivo i pullman non viaggiano mai di notte e prima di sera ci si ferma a dormire per poi ripartire alle 5 di mattina del giorno dopo, tutti i pullman qui partono a quell'ora. Questo potrebbe sembrare una cosa molto drammatica per chi mi conosce, sapendo che non disdegno certo il caldo lettuccio nelle ore mattutine e visto che ci sono anche nelle prime ore pomeridiane pero' ha in compenso un vantaggio: massimo alle 5.30 il pullman effettivamente parte. Perche' un'altra cosa che non vi avevo ancora detto e' che praticamente in tutta l'Africa con eccezione dell'Etiopia, i pullman e i minibus partono soltanto quando sono pieni. Nel caso dei minibus ha anche un senso, in effetti sono come dei taxi collettivi ed e' giusto che si aspetti finche' si riempiano (per riempire intendo che fra persone e merci non si riesce piu' a infilare dentro nemmeno uno spillo). Ma nel caso dei pullman e' snervante. Cioe' se deve partire ad esempio alle 12, alle 12 in punto, come un orologio svizzero, il motore si mette in moto. L'autista da' anche un po' di gas bruuum bruuuum e si ha la sensazione di stare per partire. Poi passano 10 minuti, mezz'ora, un'ora. Dopo un paio d'ore si comincia a pensare ad altro. E fra l'altro se in alcuni casi bisogna attendere fino a che tutte le sedie siano occupate, in altri bisogna aspettare finche' anche tutto lo spazio in mezzo sia completamente riempito da persone in piedi!
Ritornando all'Etiopia devo dire che nonostante tutto e' comunque piacevole viaggiare per via degli splendidi scenari che si attraversano. Intorno Addis Abeba ci sono zone dalla vegetazione fiorente, mentre andando verso nord tutto diventa arido. La cosa che fa piu' impressione sono i letti dei fiumi completamente prosciugati, si passa sopra ponti maestosi e sotto non si vede un rigagnolo d'acqua. Come in Sicilia, uno dei principali problemi dell'Etiopia e'... la siccita'.
L'altopiano si distende a perdida d'occhio in una vastita' infinita e un pensiero nel cuore sorge spontaneo: questo era tutto nostro!! Se solo la perfida Albione, nemmeno il tempo di dichiarargli guerra, non ci avesse cacciati via a calci in culo! Come non pensarci. Pero' almeno, cosi' come avevo detto che il colonialismo tedesco aveva portato qualcosa di positivo in Namibia: la birra Windhoek, nel caso dell'Etiopia abbiamo portato la macchina per l'espresso, una rarita' nel resto dell'Africa. Qui anche il piu' sfigato baretto ne ha una, anche se poi io prendo sempre lo "sprizz" che e' caffe' e te' assieme e ha un gusto sfizioso, oppure vado a prendere il caffe' nelle case degli etiopi, la coffee ceremony la chiamano, praticamente lo preparano fin dai chicchi di caffe' crudi! Li cuociono, li pestano e alla fine si beve. Piu' che altro e' piacevole perche' e' un modo per entrare nelle case e si conosce tutta la famiglia e spesso parte del vicinato.
Ci sono inoltre molti piatti tradizionali buoni e originali. Il piu' noto si chiama injera ed e' una specie di pane molle e spugnoso che fa da base per altre pietanze sopra, tipo curry e vegetali. Non si usa forchetta o cucchiaio, si prendono pezzi di injera e con questo si raccoglie il cibo.
Un altro piatto tipico consiste di pezzetti di carne con cipolla e peperoncino su un piatto rovente e poi ce n'e' uno che non ho il coraggio di provare perche' mi fa impressione: carne di manzo cruda. Si taglia direttamente dall'animale e si mangia col peperoncino.
Sia all'andata che al ritorno per Lalibela mi sono fermato in una cittadina chiamata Dese. Bruttina, con una lunga strada polverosa centrale e baracche tutt'intorno. La seconda volta, di ritorno ad Addis, sono arrivato li' nel primo pomeriggio. Stavo nel ristorante dell'albergo e la cameriera, Ejegaje, mi ha detto che stava quasi per finire di lavorare, in caso volevo andare a fare una passeggiata con lei. E cosi' siamo usciti.
Dapprima siamo andati in una casarella dove c'erano la sorella e la madre e abbiamo fatto la coffee ceremony. Quasi tutte queste casarelle, ovunque in Africa, sono fatte con un impasto di terra che si incastra in mezzo a dei pali di legno. A volte all'interno questa parete di terra e' coperta da un qualche telo, spesso molti sacchi affiancati. Sono formate di solito da due piccole stanzette, una che fa da soggiorno e camera da letto e l'altra da cucina.
Dopo 3 caffe' ci siamo avviati verso un'altra casarella, questa molto piu' lontana, all'interno della baraccopoli. Li' c'erano suo fratello e un'altra madre (si, c'e' una certa illogicita' in questo, comunque credo che questa fosse la madre naturale). Anche li' abbiamo fatto la coffee ceremony, altri 3 caffe'.
Poi Ejegaje si e' allontanata per un po' e il fratello ha abbandonato i discorsi sull'Arsenal, Inter Milan, A.C. Milan, Chelsea ecc... e ha assunto un tono serio. Ha detto che era molto contento, sapeva che ero una brava persona di cui ci si poteva assolutamente fidare, bisognava adesso vedere fra quanto tempo Ejegaje avrebbe potuto raggiungermi in Italia. C'erano da vedere alcuni dettagli tecnici per il matrimonio ad esempio il fatto che loro erano ortodossi e io cattolico, ma non sarebbe certo stato un problema. Piu' in la' ci avrebbe raggiunto anche lui, forse fra un anno. Non che sia la prima volta che mi capiti una situazione del genere, ma questa ha battuto tutti i record di velocita'. E non pensiate che nel frattempo io gli davo corda o ero vago, dicevo a chiare lettere che ci deve essere un malinteso... che era un po' troppo presto per parlare di certe cose... si', e' bella ma non credo di esserne innamorato... e poi io sono uno cosi', un vagabondo solitario che vede nel matrimonio una gabbia dorata asfissiante e claustrofobica... ma era come parlare al vento, lui continuava a discutere di visti, biglietti aerei e torte nunziali.
Pero' vabe' comunque sia sono stati tutti gentilissimi, ho passato davvero una bella giornata in compagnia loro... e comunque sto ancora ponderando l'offerta! ;-)
Ah, rispondo in anticipo alle vostre ovvie, scontate, eterne domande: No. Con Ejegaje alla fine non ho fatto nulla.
Il giorno dopo il tratto da Dese ad Addis Abeba e' stato drammatico, una giornata un po' sfigata. Prima e' esplosa una gomma del mini-bus, abbiamo sbandato ma per fortuna non siamo finiti giu' nel precipizio. Poi, dopo riparata, il mini-bus si e' fermato per guasti varie volte e infine definitivamente, non si metteva piu' in moto. Siamo rimasti fermi un paio d'ore cosi', finche' e' passato un pullman su cui siamo saliti tutti. Qualche chilometro e pam! la ruota si e' bucata! Comunque in nottata abbiamo raggiunto finalmente Addis Abeba.
Riguardo poi a come continuare il viaggio, e rispondo cosi' anche al commento di Danilo, non ho ancora un biglietto di ritorno (avevo fatto solo andata per Johannesburg) ma mi sa che ormai volge al termine perche' mi sono "imbottigliato" in un punto morto. Se guardate la mappa a nord c'e' l'Eritrea ma i confini con l'Etiopia (e anche con Gibuti) sono chiusi, a est c'e' la Somalia e non e' proprio cosa, e la piccola Gibuti dove forse andro' qualche giorno. Da Gibuti volendo si potrebbe prendere una barca e andare nello Yemen attraverso il golfo di Aden, ma in questo periodo e' sconsigliatissimo perche' queste barche sono illegali e se fino a poco fa i governi di Gibuti e Yemen chiudevano un occhio, in questi giorni con tutto il casino che stanno facendo i pirati somali nel golfo di Aden, la marina dello Yemen sta spesso attaccando e affondando queste barche e ci sono stati pure molti morti. Dopo, i sopravvissuti (che sono in effetti spesso profughi somali) vengono tutti arrestati. Resta ad ovest il Sudan. Si potrebbe in effetti attraversarlo ed arrivare fino in Egitto. Fino a qualche giorno fa credevo che il problema principale fosse il fatto che per ottenere il visto bisogna attendere almeno 3 settimane, spesso di piu'. Una coppia australiana pero' mi ha detto che se si chiede il visto di transito lo fanno in qualche giorno. E' subentrato un altro problema: in Sudan nessuna carta di credito funziona e quindi bisogna portarsi i soldi da qui, ma io ho raggiunto il limite con una delle mie due carte (la VISA) mentre l'altra non funziona.
E qui ne approfitto per dirvi che non e' colpa mia se ho raggiunto il limite con la carta ma e' la banca (la Natwest, fra l'altro la seconda banca britannica, figuriamoci!) che ha unilateralmente e senza nemmeno mandarmi una email di notifica cambiato le regole! Cioe' fino a poco fa potevo prendere 1000 pound (circa 1100 euro) al mese sia come spese sia come anticipo contante. Quando stavo a Zanzibar non riuscivo a capire come mai non uscivano piu' soldi e pensavo che me l'avevano bloccata per qualche motivo, cosi' ho telefonato e il tipo mi ha detto che potevo ancora fare 600 pound di spese in quel mese, ma non prelevare contanti. Questo davvero e' sintomatico di come ormai le banche stanno con le pezze al culo, cioe' andare ad abbassare il limite alle carte sfigatissime come la mia! E vi dico la verita', anche se questo fatto mi sta danneggiando, sono comunque contentissimo che finalmente questo castello di carta sta finalmente crollando, o, piu' filosoficamente, il velo di maya del capitalismo internazionale si stia dissolvendo... illusione... solo illusione. Riguardo poi ai banchieri suggerirei di donargli una bella zappa affinche' se ne vadano a zappare la terra. Proveranno cosi' per la prima volta la sensazione di fare qualcosa di concreto e soprattutto non dannoso e parassitario per la societa'. E se poi non vogliono zappare, quella zappa gliela chiaviamo in testa... pacatamente.

Riguardo alle foto, sempre per quella cazzo di censura (e alla fine mi avete fatto arabbiare pure stavolta!) le devo mettere a parte qui:

Fotografie

Etiopia

Tanti baci. Forse il prossimo post sara' l'ultimo... e poi si torna a casa.

Grazie Piergiorgio, Danilo, Marco e Salvo per i commenti! A Piergiorgio dico: Si', quello e' il messaggio! Io ho rischiato sulla mia pelle per donarvi questa verita'. Rattarsi sempre. E se puo' sembrare una cosa un po' grezza, mettetela cosi': meglio vivere un po' grezzamente che morire alla De Cubertain!

5 commenti:

Salvo ha detto...

Eje...Daje!!! :-)
Encomiabile la "pacatezza" del Tuo ultimo intervento... ;-)
Quando torni ricordaTi che a Varsavia Ti aspettiamo tutti!!!

Salvo ha detto...

Eje! Eje! Eje! ...Alalà!!! :-)

danilo ha detto...

Ciao Giovanni, sfiziosissimo anche questo post. Pero' non diventarmi troppo diplomatico. In pratica scrivi che potresti andare a nord, a sud, a est, ..... ma anche a ovest. Hai visto che fine ha fatto il fautore di questa strategia :) Non ci ho capito niente, ma ti aspetto anch'io presto. A proposito, c'e' la febbre suina anche li ??? Qui e' l'hit del momento. Ciao !

Anonimo ha detto...

CIAOOOOOOO!!!!
mancavo da un pò ma ho recuperato:letto tutto, tuttissimo,non voglio perdere neanche un tuo post.ENTUSIASMANTE QUESTO VIAGGIO
I tuoi racconti mi hanno preso molto,tesa delle volte e divertita da morire altre ancora...così ricchi di dettagli,particolari,curiosità.
Un grande saluto
Wanda

PS.come sempre le fotografie che accompagnano i tuoi scritti mi piacciono tanto.
mentre ti leggo immagino...poi vedo le foto ed è SEMPRE DI PIU'

Marco ha detto...

Capitano, il tuo e` uno scherzo di cattivo gusto...dopo la tua diplomatica descrizione del matrimonio, breva ma chiara, scrivi che stai ancora ponderando l'offerta? Non sia mai!!! Forse la stanchezza del viaggio ti sta facendo desiderare un periodo di riposo, di pausa...torna a Surrient', cioe` in Polonia, che si organizza una festicciola e ti faacciamo tornare sulla retta via :-) anzi organizzala tu ;-)